9.9.06
Colloqui di lavoro o prove sul campo?
E' di qualche giorno fa il post di Seth Godin sulla fine (auspicata) dei colloqui di lavoro modello conversazione uno a uno o uno a molti, seduti ad un tavolo. In sostanza Seth dice di provare sul campo le capacità degli aspiranti, non farsi semplicemente raccontare chi sono e quello che sanno fare. Non provare, quindi, la bravura nel sostenere colloqui bensì la bravura nello scrivere, ottimizzare per i motori, lavorare in gruppo, rispondere al telefono, ecc. E valutare non solo i risultati ma il processo ('Not just the outcomes, but the process.'). Non solo il cosa, ma il come.
Difficile non essere d'accordo, ma direi che un modello integrato - colloquio e prova sul campo - sia un giusto ed efficace compromesso.
Anche se ricordo un'occasione in cui ho saltato in toto il colloquio e la prova sul campo mi è valsa un bel lavoretto. Ero ai primi anni dell'università e volevo togliermi il peso di chiedere a mio padre la 'paghetta' mensile. Stavo passeggiando per Venezia e ho visto i lavori in corso per l'apertura di una libreria (erano le prime Librerie Demetra, ora Giunti al Punto). Sarà stata la freschezza della gioventù :) o l'esca di un lavoro perfetto per continuare a studiare, ma invece del classico 'Posso lasciare un curriculum', sono passata direttamente al 'Posso aiutarvi' e ha funzionato. A fine giornata il lavoro era mio e, con soddisfazione di entrambe le parti, ci siamo 'aiutati' per quasi un anno.
Certo, trasporre questo approccio kombat in contesti più formali e per ottenere ruoli di responsabilità non è altrettanto facile. Allo stesso modo non è semplice organizzare una prova completa e valida quando si è alla ricerca di professionisti formati con capacità e competenze varie. Ma sottoscrivo il Seth-pensiero e ci aggiorniamo sugli esiti!
Difficile non essere d'accordo, ma direi che un modello integrato - colloquio e prova sul campo - sia un giusto ed efficace compromesso.
Anche se ricordo un'occasione in cui ho saltato in toto il colloquio e la prova sul campo mi è valsa un bel lavoretto. Ero ai primi anni dell'università e volevo togliermi il peso di chiedere a mio padre la 'paghetta' mensile. Stavo passeggiando per Venezia e ho visto i lavori in corso per l'apertura di una libreria (erano le prime Librerie Demetra, ora Giunti al Punto). Sarà stata la freschezza della gioventù :) o l'esca di un lavoro perfetto per continuare a studiare, ma invece del classico 'Posso lasciare un curriculum', sono passata direttamente al 'Posso aiutarvi' e ha funzionato. A fine giornata il lavoro era mio e, con soddisfazione di entrambe le parti, ci siamo 'aiutati' per quasi un anno.
Certo, trasporre questo approccio kombat in contesti più formali e per ottenere ruoli di responsabilità non è altrettanto facile. Allo stesso modo non è semplice organizzare una prova completa e valida quando si è alla ricerca di professionisti formati con capacità e competenze varie. Ma sottoscrivo il Seth-pensiero e ci aggiorniamo sugli esiti!
4.9.06
Giulio Malgara, 27 pagine da leggere
Via Maurizio Goetz ho scaricato e letto la relazione del presidente dell'UPA (Utenti Pubblicità Associati), Giulio Malgara, in occasione dell'assemblea del 28 giugno scorso.
Alcuni passaggi:
'Integrazione sta diventando la parola chiave. Le aziende sempre più
dovranno sfruttare sinergicamente tutte le leve e i canali di comunicazione, in
una logica di convergenza e di ottimizzazione dei punti di contatto con i
propri pubblici.'
...
'Un consumatore conscio della propria influenza,
che non vuole essere blandito ma ascoltato e coinvolto sul terreno dei
significati e dei valori di marca.' (vedi post per il Direttore Abbonamenti)
...
'I tradizionali indicatori dell’efficacia si rivelano sempre più insufficienti ad
orientare l’azienda nelle sue strategie di marca.
Non basta che le campagne arrivino al consumatore, marchi e prodotti devono
agire sul terreno dei significati e valori attesi, essere sintonici e proattivi per
generare impatto, così saldando un legame virtuoso e innescando meccanismi
di partecipazione attiva.'
Si possono condividere o meno certe posizioni, ma l'analisi è nitida e illuminante in certi passaggi.
Alcuni passaggi:
'Integrazione sta diventando la parola chiave. Le aziende sempre più
dovranno sfruttare sinergicamente tutte le leve e i canali di comunicazione, in
una logica di convergenza e di ottimizzazione dei punti di contatto con i
propri pubblici.'
...
'Un consumatore conscio della propria influenza,
che non vuole essere blandito ma ascoltato e coinvolto sul terreno dei
significati e dei valori di marca.' (vedi post per il Direttore Abbonamenti)
...
'I tradizionali indicatori dell’efficacia si rivelano sempre più insufficienti ad
orientare l’azienda nelle sue strategie di marca.
Non basta che le campagne arrivino al consumatore, marchi e prodotti devono
agire sul terreno dei significati e valori attesi, essere sintonici e proattivi per
generare impatto, così saldando un legame virtuoso e innescando meccanismi
di partecipazione attiva.'
Si possono condividere o meno certe posizioni, ma l'analisi è nitida e illuminante in certi passaggi.
La Compagnia del Cavatappi, seconda puntata
Come promesso, ecco il sequel della Compagnia. Il pacco dei prodotti acquistati con il buono è arrivato, puntuale e con buon imballo. Aperto, si è proceduto a provare alcuni dei prodotti. Per ora taralli, carciofi ed elicone.
Di seguito, le foto del pacco appena aperto, delle elicone volanti con ricotta, pomodori e zucchine e del tris di carciofi, eccellenti!



Di seguito, le foto del pacco appena aperto, delle elicone volanti con ricotta, pomodori e zucchine e del tris di carciofi, eccellenti!



3.9.06
Direttore Abbonamenti, voglio conoscerLa
Qualche settimana fa [mini]marketing parlava di abbonamenti e bollini d'oro.
Ieri la mia amica Ikuko, che ora abita nella nostra precedente casa, è arrivata con una busta color crema, posta per me, che ancora arriva al vecchio indirizzo. Dentro, la proposta di abbonamento ad una rivista, con la possibilità di vincere un cellulare. Ho appiccicato il francobollo d'oro per avere il 70% di sconto, ho grattato i bollini per scoprire che ne avevo tre vincenti e potevo partecipare all'estrazione del cellulare (ma và? chi l'avrebbe mai detto!) ma ora non voglio l'abbonamento. Voglio conoscere il Direttore Abbonamenti. Perché lo vorrei ringraziare per avermi stregata con le sue parole...
'Gentile Signora,
credo che lei abbia di XXX la stessa opinione che hanno tutte quelle persone che fanno dello stile e della moda una parte importante della loro vita.
Se anche lei la pensa così, ha ragione: XXX è il suo punto di riferimento.
XXX è una rivista piacevole, ricca di anticipazioni e spunti preziosi, unica per la bellezza delle sue fotografie...insomma, una rivista che ha tutto per diventare il suo mensile preferito. A questi motivi XXX ora ne aggiunge altri, specialissimi, tutti riservati a lei.
...'
Ometto il nome della rivista, che tra le altre cose leggo con piacere, non ogni mese ma quando capita. Ma Direttore, voglio conoscerLa. Pochi uomini mi hanno fatto sentire unica, speciale e alla moda come ha fatto Lei. O forse sono un po'ingenua?
Il giorno dopo
Scritto di getto, provo a rielaborare a mente fredda. Il senso è: non sono più abituata a queste parole così 'old economy', a questo tipo di marketing così centrato su una parte del cervello che ormai non dorme più ed è invece sveglia da tempo, voglio scegliere informata e non sotto suadente tentativo di plagio.
Provo ora, su di me, quanto sia cambiato il consumatore, pardon, la Persona nelle sue funzioni d'acquisto. You, anzi, ME.
Ieri la mia amica Ikuko, che ora abita nella nostra precedente casa, è arrivata con una busta color crema, posta per me, che ancora arriva al vecchio indirizzo. Dentro, la proposta di abbonamento ad una rivista, con la possibilità di vincere un cellulare. Ho appiccicato il francobollo d'oro per avere il 70% di sconto, ho grattato i bollini per scoprire che ne avevo tre vincenti e potevo partecipare all'estrazione del cellulare (ma và? chi l'avrebbe mai detto!) ma ora non voglio l'abbonamento. Voglio conoscere il Direttore Abbonamenti. Perché lo vorrei ringraziare per avermi stregata con le sue parole...
'Gentile Signora,
credo che lei abbia di XXX la stessa opinione che hanno tutte quelle persone che fanno dello stile e della moda una parte importante della loro vita.
Se anche lei la pensa così, ha ragione: XXX è il suo punto di riferimento.
XXX è una rivista piacevole, ricca di anticipazioni e spunti preziosi, unica per la bellezza delle sue fotografie...insomma, una rivista che ha tutto per diventare il suo mensile preferito. A questi motivi XXX ora ne aggiunge altri, specialissimi, tutti riservati a lei.
...'
Ometto il nome della rivista, che tra le altre cose leggo con piacere, non ogni mese ma quando capita. Ma Direttore, voglio conoscerLa. Pochi uomini mi hanno fatto sentire unica, speciale e alla moda come ha fatto Lei. O forse sono un po'ingenua?
Il giorno dopo
Scritto di getto, provo a rielaborare a mente fredda. Il senso è: non sono più abituata a queste parole così 'old economy', a questo tipo di marketing così centrato su una parte del cervello che ormai non dorme più ed è invece sveglia da tempo, voglio scegliere informata e non sotto suadente tentativo di plagio.
Provo ora, su di me, quanto sia cambiato il consumatore, pardon, la Persona nelle sue funzioni d'acquisto. You, anzi, ME.