24.2.07

Dagli al portale nazionale

Italia punto it e annesso logo sono da ore sotto il fuoco incrociato di chiunque lavori in comunicazione, marketing, grafica, usabilità, accessibilità, architettura web, copy e così via all'infinito. E marketing nei motori di ricerca, naturalmente.
Io mi dissocio. Come umile professionista italiana del web, io mi dissocio. Da chi ha commissionato, progettato, sviluppato e pubblicato quell'esempio mal riuscito di portale nazionale. Punto. Se almeno si prendessero la briga di leggere un po'in giro, potrebbero fare debug con i contributi gratuiti dei migliori professionisti della rete italiana. Così dimostrerebbero un po' di quel genio opportunista per il quale andiamo famosi nel mondo. Altro che arie di Rossini fuori dalla doccia.

Voglio dire, io adoro la Spagna. Sarà che l'erba del vicino è sempre più verde, ma ci voleva tanto a copiare Spain.info? Non è la perfezione ma, tanto per dire, dopo anni di online si preoccupano ancora di migliorare il portale e invitano i visitatori a partecipare a un survey a fine navigazione. C'è anche da dire che il portale prevede sette versioni linguistiche, compresi cinese e giapponese. Sei di queste sono la localizzazione linguistica e di contenuti dello stesso portale. Ma quando si sceglie l'italiano, come per magia, si passa a un portale diverso, e il paese della qualità si vede...Provare per credere!

Update: Ho aggiornato il post, effettivamente non era chiaro da chi mi stessi dissociando. Grazie Enrico per il consiglio. Anche se l'hanno fatta talmente grossa che è un lavoro indifendibile. E ho il sospetto che buona parte della responsabilità sia del committente.

19.2.07

Quelle famose cinque cose...

Pensavo di essere sopravissuta indenne alla catena '5 cose che non sai di me, staresti meglio o uguale a non saperle ma visto che mi diverto a parlare di me, figurati se perdo l'occasione'. Insomma, poi è arrivato Sante, quindi ecco le mie cinque. Grazie Sante per l'opportunità :)

1) Rido tanto e piango tanto, a volte proprio tanto; in entrambi i casi riesco a creare situazioni imbarazzanti per me e per chi condivide quei bei momenti

2) Sono la prima di tre figli, ho una sorella bionda e bella e un fratello gigantesco, harleysta e molto buono. Mi tocca da sempre la parte della primogenita responsabile e giudiziosa. Una volta mio fratello mi ha detto che voglio sapere sempre una parola più del libro (è un modo solo friulano, credo, per dire che voglio sempre l'ultima parola). Gli ho risposto che il libro l'ho scritto io :)

3) Ho navigato per la prima volta in internet dal pc del mio professore di tesi, Paolo Balboni. Non ricordo che anno fosse, ricordo solo che a Lingue un pc era qualcosa di sacrilego. Aveva riunito nel suo studiolo gruppetti di quattro, cinque persone. Ricordo con molta emozione quella mattina

4) Ho preso l'attuale portatile, un Toshiba Satellite perchè mi piace lo schermo lucido. Alla faccia di schede video, giga, ram, chip, usb & co. Ora comunque mia figlia ha contribuito a renderlo veramene unico, facendo saltare a manate i tasti della freccia in basso e di quella a sinistra

5) Mi piacciono molto i fiori. In ufficio tengo sempre dei fiori freschi sulla scrivania. Ora ho dei giacinti, che hanno un profumo piuttosto forte...Gira voce che venerdì pomeriggio, in mia assenza, il vaso sia stato rapito e sottoposto a violenze...


Passo la palla ad altri 5 fortunati! Lucia, Roberta, Andrea, Michele e Marco

18.2.07

InnovAction - Creatività e innovazione per essere competitivi




Scrivo prima che passi il fine settimana e riporto le impressioni messe giù a caldo sulla Moleskine nera, di ritorno dalla mattinata di sabato a Udine.

Siamo arrivati in ritardo al primo incontro, così da poterci sedere in seconda fila nei posti riservati ai vips, evidentemente troppo occupati per passare il sabato mattina a sentir parlare di innovazione.
Il titolo della prima serie di interventi è stato 'Oggi il mondo di domani. Creatività e innovazione per essere competitivi'. Gli interventi hanno raccontato il tema dell'innovazione da angolature diverse, e proprio questi punti di vista diversi sono stati il buono che mi porto a casa da InnovAction. Vivo nel mondo dell'innovazione nel marketing online, e tendo a pensare che sia il centro dell'universo. Innovazione è diversità e percezione intima della diversità. Anche la visita all'area espositiva - con innovazioni nel campo dei materiali, macchinari, territorio come risorsa e molto altro - è stata utile da questo punto di vista.

Per ogni intervento, un pensiero:

- Jonas Ridderstraale 'La nuova sfida della Leadership': entriamo in sala ad intervento iniziato, sta chiedendo al pubblico di alzare la mano se si ha partecipato a qualche lesbian party. "Success is about using your strenght, being a deviant'; la chiave dell'innovazione è nel favorire la diversità. Centralità sia nella società che nelle organizzazioni aziendali del 'positive deviant'.
- Derrick de Kerckhove 'Implementare la cultura dell’innovazione': excursus sui principali elementi dell'innovazione. Collaborazione, open source, creatività, ruolo dell'information broker come connettore tra gruppi in azienda. Il cambiamento e l'innovazione richiedono una nuova attitudine culturale. Cultura della differenza.
- Nick Kojey Strauss 'Innovazione e creatività nella comunicazione e nel marketing': presentazione su marketing 2.0, ne ho viste tante e anche fatte subire, e me la sarei risparmiata di sabato mattina. Ma in sala c'era molto interesse. In azienda l'innovazione è possibile se si uniscono 'just right process + creative approach'. Troppi processi codificati bloccano l'innovazione. Compare molte volte la parola controllo. Il consumatore/utente partecipa alla co-creazione ma spaventa, per la miseria, come lo controllo?!
- Oliviero Toscani, pensieri sparsi ma letti anzi predicati su creatività, innovazione, comunicazione, media: avrei voluto registrarlo, cercherò nei prossimi giorni l'intervento. A tratti sciamano, a tratti apocalittico, legge alcuni fogli e mette in fila una serie di concetti non nuovi, ma detti alla sua maniera, quindi colpisce. L'innovazione è creatività e rivoluzione. la creatività è energia fra cuore e cervello. Ma parliamo di umanità o consumatore? L'IMMAGINE E' LA COMUNICAZIONE. La comunicazione aziendale è la copia di se' stessa da anni, senza forza e passione. Le aziende sono gli ultimi arbitri di idee e cultura. La comunicazione attuale è una bevanda dolcificata, che crea assuefazione e soddisfa bisogni immediati e riempie spazi lasciati vuoti, è amore sostitutivo (vedi TV). I marchi non nutrono l'umanità, ma si nutrono di essa.
- Antonio Campo Dall’Orto, sempre su creatività e innovazione, raccoglie molte riflessioni attuali sull'innovazione dei media e porta l'esempio di MTV come innovazione possibile. Parla di neutralità, DRM, multitasking, frammentazione del tempo di fruizione, non linearità nella fruizione musicale e culturale. Porta l'esempio della Spagna, in cui i cambiamenti in corso nei media sono vissuti come opportunità. In Italia sono percepiti come un rischio.

Gli interventi sono moderati da Andrea Pezzi, molto preparato e a suo agio anche a smistare filosofi, ministri, imprenditori, domande del pubblico. Una bella sorpresa, l'avevo sempre sottovalutato.
Modera anche la tavola rotonda a seguire. Seguirà post.

Nelle foto:
- alcune lampade dalmata, belle soprattutto nell'effetto contro la copertura di vetro e il cielo luminoso
- le calze di Antonio Campo Dall’Orto di MTV Italia; se, come dice Toscani, l'immagine è la comunicazione, queste comunicano innovativo
- visto che il consumatore parla e decide, un dettaglio dalla biglietteria della Stazione di Udine. Sul cartellone di Vista qualcuno a pennarello ha scritto 'LINUX è meglio'. Ecco chi decide quando, quanto e cosa...

Altre foto mie da InnovAction

Ancora su InnovAction: coseinfila di Beniamino Pagliaro

10.2.07

Giovedì a Udine comincia InnovAction - Fuarce Friûl!

Da giovedì si apre a Udine la seconda edizione della Fiera dell'Innovazione, InnovAction.

Segnalo con particolare orgoglio patriottico l'evento, con quel po' di saudade che caratterizza da almeno due secoli il personaggio dell'emigrante friulano nel mondo.

Il programma è veramente succulento (qui il pdf con programma completo), l'evento anche. (Il sito che lo presenta no, IMHO è da strapparsi i capelli).

Conto di andarci sabato 17 dall'apertura, la mattina è dedicata al tema dell'innovazione. Tra gli altri: Derrick de Kerckhove, con uno speech dal titolo 'Implementare la cultura dell’innovazione', Oliviero Toscani, poi una tavola rotonda con la crème de la crème dell'imprenditoria friulana e non solo (Giannola Bulfoni Nonino, Edi Snaidero, Enzo Biagini and much more).

C'è associato un BarCamp, ActionCamp permanente, che per ora non ha molti iscritti e credo dipenda dalla scelta di spalmarlo su troppi giorni, considerando anche che Udine rispetto al resto dell'Italia non è proprio una città di passaggio. Ma è la mia opinione da non ancora BarCamper, quindi vale quel che vale. Intanto proverò ad esserci e sicuramente passo per un saluto.
Volendo fare della facile ironia, potrei dire che a Udine al bar - anzì all'osteria, per un bianco o un rosso - ci si finisce comunque, che sia per discutere di calcio, di filosofia o di web 2.0 ! :)

Ci saranno anche i compagni di merenda di TSW Lucia e Johnnie per ora, ma spero che in tanti ancora vi decidiate a venire!

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3.2.07

Second Life, Picnik e un sabato pomeriggio della first one

Oggi pomeriggio ho:

- dato inizio alla mia seconda vita, sono Scarlet (tanto per rimanere in tinta) Pessoa (come un certo poeta). Mi sono divertita e soprattutto adesso, almeno nella vita virtuale, ho una gonna

- guardato i blog finalisti del 2007 Weblog Awards, i vincitori saranno annunciati il 12 marzo

- giocato un po' con Picnik, un editor per modificare foto on line, molto utile per lavoretti al volo

- ragionato al restauro di Colore Rosso

- inserito lo script di Google Analytics per rimediare alla mancanza di dati statistici

Domani non accendo il pc, potrei essere vittima di matricidio e uxoricidio contestuali...

Propositi per la giornata della lentezza

A metà settimana, non ricordo se prima o dopo la potente missiva della Vero, la stampa italiana parlava della Giornata di San Va-lentino, prevista per lunedì 19 febbraio.
Una giornata per rallentare e riprendersi il piacere del tempo, il lusso di fare una cosa per volta, di essere lenti ma non indolenti.

Il promotore dell'iniziativa è un'associazione, L’Arte del Vivere con Lentezza, nata a Pavia a fine 2005.
Dallo statuto (non linkabile direttamente, è uno di quei bei siti a frame che si vedevano una volta; comunque ci si arriva dalla sezione Chi siamo, il link è a fine pagina), si legge:

L'associazione L'arte del vivere con lentezza si propone di:

·far acquisire dignità culturale alle tematiche legate a una corretta gestione del tempo come strumento per vivere meglio, nell'era della velocità

· individuare le attività e le modalità che consentano di scoprire come la lentezza aiuti a vivere, lavorare, pensare, studiare e giocare meglio;

· elevare la cultura del benessere psicofisico e di una migliore qualità della vita, legata al rispetto dei tempi della natura e delle persone;

· ricercare il giusto ritmo e la giusta velocità per ogni azione, individuo e momento;

· recuperare tempo e tranquillità necessari ad instaurare legami significativi: con gli individui, la cultura, il lavoro, la natura, il nostro corpo e la nostra mente.

· sensibilizzare l'attenzione delle persone sul fatto che molti disagi individuali derivano da ritmi di vita troppo veloci,o dall'incapacità degli individui di godere il presente, perché costantemente proiettati nell'attimo successivo;


Dopo averlo letto, già mi sento meglio... Sarà che sono nata campagnola e pigra, che vivo in una città sospesa nel tempo, ma i ritmi frenetici mi disgustano. Soprattutto quando nel lavoro sono portati a status symbol. "Corro perché c'ho molto da fare, ti passo sopra e non ti saluto perché il tempo è denaro." Prooot!

Insomma credo proprio che aderirò, butto lì le prime idee:

- arrivare al treno dieci minuti prima invece di prenderlo in corsa
- non più di una chat contemporaneamente
- non più di due finestre/tab del browser aperte
- dedicare ad ogni risposta il giusto tempo, non il minimo possibile
- pranzare con calma e senza parlare di lavoro
- un thè
- fare al ritorno una strada diversa e non sempre la più breve
- fermarsi a fotografare quello che piace
- niente TV la sera, musica bassa e chiacchiere

Per ora mi viene questo, che ne dite? Ci riprendiamo un po' di tempo?

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